Veragouth e Xilema è la definizione attuale di un’azienda protagonista in Ticino da quasi un secolo nel settore della falegnameria e carpenteria edile.
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Veragouth e Xilema partner industriale in progetti di ricerca
Una responsabilità per il futuro
18.2.26
CAP – Capo Progetto Carpenteria

Come descriveresti il tuo ruolo e cosa significa per te seguire un progetto dalla fase iniziale fino alla sua realizzazione in cantiere?
Il ruolo di Capo Progetto presso Veragouth e Xilema si concretizza nella Direzione Lavori e nella Gestione Progetto. È motivo di orgoglio personale, siccome ricopro una posizione di responsabilità nei confronti dell’azienda e della committenza, che individua in noi l’esecutore dei propri progetti, ponendo di conseguenza la propria fiducia nella figura che ricopro. Il ruolo, oltre che al coordinamento generale delle attività, spesso ricopre una posizione di mediatore tra committente, azienda e artigiani, diventando il punto di riferimento di tutti gli attori coinvolti. Penso che sia un ruolo a volte “invisibile” agli occhi di chi non vive il cantiere, in quanto molte attività nella gestione delle dinamiche di cantiere e rapporti con Direzioni Lavori, clienti, artigiani non emergono: di consueto molte diatribe e confronti nascono e si esauriscono nel tempo della visita in cantiere o di un confronto telefonico o scritto, impegnando energie e risolvendo a monte situazioni che sarebbero potute degenerare.
Quali sono gli aspetti più gratificanti del tuo lavoro come Capo Progetto?
Faccio il lavoro che mi piace e questo è, di per sé, fonte di gratificazione. In generale potrei sostenere che gli aspetti piacevoli derivano dalla partecipazione a progetti importanti e significativi, ma il ruolo offre la possibilità di partecipare sia in modo diretto sia in modo indiretto a quasi tutta la procedura – che va dalla progettazione fino alla consegna dell’incarico. Di conseguenza, le opportunità di gratificazione possono spaziare dal successo di un suggerimento progettuale, logistico o un’iniziativa gestionale, fino al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Gli aspetti gratificanti, a mio avviso, emergono nelle situazioni di difficoltà e si concretizzano quando c’è la consapevolezza di essere stato risolutivo o semplicemente di supporto nella gestione di imprevisti e dinamiche che diversamente avrebbero potuto avere esiti negativi. Un indicatore che fa presupporre di percorrere la strada giusta è la considerazione che si riceve da clienti e terzisti, ma anche da colleghi ed operai; questo diventa un incoraggiamento per me in caso di momenti di difficoltà o situazioni di contrasto in cui devo prendere delle decisioni.
Tra i progetti che hai seguito, ce n’è uno che ritieni particolarmente significativo e che racconta bene cosa significa realizzare costruzioni in legno di qualità?
Credo che ogni progetto e ogni cantiere al quale ho partecipato abbia prodotto esperienze significative; spesso le realizzazioni più formative dal punto di vista professionale sono quelle di difficile gestione, per le quali il raggiungimento dei risultati si ottiene sacrificando i margini di guadagno. Come figura di riferimento per i clienti, ho l’opportunità di tornare – per motivi diversi – in quelli che erano cantieri ed ora sono case abitative (o attività), ricevendo spesso dopo anni i complimenti per il prodotto ancora integro e impeccabile, come è successo poche settimane fa per la casa Cereghetti a Torricella.
Essere il punto di riferimento per clienti e fornitori è una responsabilità importante: qual è, secondo te, il valore di una buona relazione in una commessa?
Dopo che ci viene affidata una commessa, la figura “anonima” del capo progetto inizia a comparire negli elenchi di clienti e fornitori, diventando in poco tempo familiare e quotidiana e alla quale si capisce di poter affidare le proprie aspettative, i propri investimenti o i propri guadagni (quando si tratta di fornitori). Per me è importante la fiducia e credo che si possa ottenere attraverso la presenza (anche solo rispondendo alle chiamate, che non è così scontato), la professionalità e la disponibilità, conservando una posizione equa e trasparente; mi auguro di essere efficace in questo, siccome lo reputo la chiave di una collaborazione efficace con le persone coinvolte nel progetto.
Come riesci a garantire qualità e coerenza del progetto in tutte le sue fasi, anche sotto pressione?
Credo che il “buon senso” sia sempre il miglior presupposto. Per ottenere coerenza e qualità è necessario che chi mette in opera sia nella migliore condizione di poter eseguire i lavori – dal ricevimento di informazioni, ad avere a disposizione dei piani accurati e dei programmi mirati. Ritengo che i nostri operai siano una risorsa fondamentale per ottenere questi risultati e gestire la pressione del mio ruolo non mi preoccupa.
Guardando avanti, su cosa ti piacerebbe concentrarti per migliorare ancora il tuo modo di lavorare?
Nel ruolo che ricopro attualmente, che comprende come detto il coinvolgimento in diverse fasi progettuali, mi viene difficile immaginare di concentrarmi su un solo interesse o su un solo aspetto, in quanto significherebbe trascurare gli altri. È ambiziosa l’idea di arrivare dappertutto e riuscire a dare il massimo in ogni parte, e per questo la collaborazione e fiducia nei colleghi è una risorsa sulla quale faccio affidamento.
Qual è la soddisfazione più grande che hai provato finora nel tuo percorso in carpenteria?
La soddisfazione più grande è quella di aver ricevuto dall’azienda la fiducia nel ricoprire questo ruolo.
Crediti:
Photo: Alfio Tommasini